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Scritto da Daniele
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Lunedì 07 Settembre 2009 14:54 |
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“Menù a km zero”
In Veneto oltre una ventina di locali (osterie, trattorie, snack bar, locande) hanno adottato la carta “menù a km zero”. Si tratta di una scelta etica intrapresa dal ristoratore per ridurre l’impatto ambientale e sostenere una cucina tradizionale. Un pasto medio percorre quasi 2mila chilometri prima di arrivare a tavola. Un viaggio fatto a spese dell’ambiente e delle nostre tasche. Ad esempio una bottiglia di vino australiano ha macinato più di 16 mila km prima di arrivare sugli scaffali del rivenditore italiano, bruciando durante il tragitto 9,4 kg di petrolio per 29,3 chili di anidride carbonica immessa nell’atmosfera. Non è solo una questione di inquinamento atmosferico: l’energia servita a produrre, trasportare e mantenere in buono stato “le primizie estere” è maggiore di quella ottenuta dal consumatore finale in termini nutrizionali. Per questo i locali contrassegnati da apposita targa Coldiretti ‘km zero” danno la preferenza agli alimenti del proprio territorio, provenienti dalle campagne circostanti. Sul tavolo del ristorante il menù riporta per ogni piatto, dall’antipasto al dessert, il calcolo dei chilometri percorsi dagli ingredienti usati dallo chef.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Settembre 2009 11:52 |
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